FOTOTRAPPOLA: tutto ciò che non possiamo, non riusciamo, non vogliamo vedere.

domenica 16 settembre 2012

Vertigini


Al giovane muflone sembra mancare il coraggio necessario per imitare la madre. Dopo vari tentativi arriva il salto liberatorio.

Occhio di cinghiale


Bell'esemplare di cinghialetto, con l'occhio vigile sulla fototrappola.

venerdì 14 settembre 2012

Andalo-Croz dell'Altissimo-Passo dei Lasteri-Passo del Clamer-Malga Spora-Andalo



Sabato 8 settembre 2012. Approfitto dell'invito di Cla e Misty. Partiamo con due macchine verso Andalo. Una la lasciamo in località Pegorar, l'altra in località Valbiole, il nostro punto di partenza. Saliamo lungo il 352. Sulla sinistra un bel maschio di capriolo ci fissa immobile. La giornata è stupenda, con una temperatura ottimale.





Al bivio teniamo la sinistra seguendo il 344b in direzione della cima Croz dell'Altissimo (2338). Superiamo un tratto caratterizzato da profondi crepacci. Sentiamo i richiami d'allarme delle marmotte in lontananza. Dal Passo dei Lasteri (2286) una traccia permette di salire sulla cima del Croz dell'Altissimo. Da quassù il punto panoramico è magnifico. Davvero. Approfittiamo del momento per riempire la pancia. 





Ripartiamo. Proseguiamo in direzione Passo del Clamer (2161). A parte il tratto iniziale adesso è discesa su ghiaione, da fare tutta d'un fiato. Giunti al passo ci muoviamo in direzione Malga Spora (1855). Ecco i pascoli. Ormai ci siamo. Riposiamo un po'.





Seguendo il 301 scendiamo nuovamente ad Andalo dopo una lunga discesa. Arrivati.



Una lunga traversata. Da fare assolutamente. Questi posti regalano sempre qualcosa. Torno a casa soddisfatto. Merito anche della compagnia. Alla prossima.

domenica 9 settembre 2012

venerdì 7 settembre 2012

Sentiero del Tamazol: Pineta di Caldonazzo-Col delle Alberele-Tamazol e ritorno via Polsa del Vescovo



Venerdì 7 settembre 2012. Parcheggio la macchina poco sopra il campo sportivo di Caldonazzo, nella pineta. Seguo il sentiero 222, una comoda forestale che in breve tempo porta al Col delle Alberelle (625). Da qui parte una traccia che si inerpica nel bosco di abeti. La salita è piacevole e solitaria. Da poco più di 500 m mi porto sopra i 1000. Il bosco lascia spazio alle rocce. Il panorama sulla Valsugana mi accompagnerà a lungo.





Queste zone non tradiscono proprio mai, ma devo fare attenzione perché il sentiero si fa molto esposto. Un cordino è posto poco sotto il Tamazol (1097). Arrivato. Si tratta di un pianoro che non centra nulla con il paesaggio circostante. L'erba alta la fa da padrona. Proseguo.






Il sentiero prosegue in leggera discesa. Sono alla Polsa del Vescovo. Ne approfitto per appoggiare il bagaglio e per scattare alcune foto.




La discesa prosegue su comoda strada forestale. Non incontro nessuno fino alla macchina.
Questo luoghi li conosco bene ma non mi stancano mai. Il giro è bellissimo e vario, da fare con attenzione perché molti tratti sono esposti. 9 km per un dislivello di circa 750 m con passaggi nel bosco, tra le rocce e con la possibilità di incontrare facilmente camosci. Il panorama poi sul lago di Caldonazzo e la Valsugana accompagna per buona parte del tragitto.

martedì 4 settembre 2012

Giovane maschio di muflone


Animale curioso. Davvero bello. Caccia permettendo.

Seo-I Salti di Seo-Prati del Valandro-Malga Valandro e ritorno



Martedì 4 settembre 2012. Finalmente uno spiraglio di sole dopo interminabili giornate uggiose. Ne approfitto o almeno ci provo. Alle 13 sono a Seo. Imbocco il sentiero 348. C'è tanta umidità a causa della pioggia dei giorni passati. Sudo fin da subito a causa anche delle notevoli pendenze. Faggi secolari si trovano ai lati della forestale.




In prossimità de I Salti Sud (1505) le pendenze si fanno più dolci. Il panorama sulla valle è notevole. Peccato per la foschia.


I pascoli si aprono. In lontananza svetta il Monte Brugnol (2221). Avvisto un segnavia. Indica i Prati del Valandro (1650). Ho due alternative. O vado al Capitel della Spina (1382) per poi scendere a Stenico oppure continuo a salire in direzione Malga Valandro (1871). Opto per la seconda possibilità, considerato il colore dei nuvoloni sopra di me. Ecco la malga. Quanti cani.




Sui pascoli del Monte Ghirlo (2015) un consistente gregge di pecore staziona sul versante ovest. Sembra una    
macchia spostata dal vento.


E' ora di rientrare. Il tempo sembra reggere quindi posso soffermarmi sui dettagli. Che ambiente meraviglioso. Davvero.






La bellezza del luogo è unica. Ritornerò sicuramente per ampliare il giro, magari arrivando fino a Malga Asbelz.