Maschio di muflone davvero imponente. Un video da incorniciare.
FOTOTRAPPOLA: tutto ciò che non possiamo, non riusciamo, non vogliamo vedere.
domenica 14 ottobre 2012
sabato 13 ottobre 2012
Lago di Tovel-Malga Tuena-sentiero di Val Formiga-Malga Tassulla-Bivacco Pinamonti-Passo della Nana-sentiero delle Palete-Passo dell'Uomo-sentiero di Val Madris-Malga Tuena-Lago di Tovel
Sabato 13 ottobre 2012. Ennesimo fine settimana piovoso. Con Marco raggiungiamo il Lago di Tovel, nostro punto di partenza. Ci accompagna fin dai primi passi una leggera pioggerellina. Costeggiamo inizialmente il lago. Superato l'Albergo Miralago imbocchiamo la forestale che, in breve tempo, ci porta al sentiero 309 che sale alla malga Tuena (1740).
La salita è molto ripida e ci porta rapidamente fuori dal bosco. Il tempo migliora. Esce un timido sole che ravviva i pascoli della malga. Che spettacolo. La vista sul lago e i colori dell'autunno sono grandiosi. Un miracolo che il cielo si sia aperto proprio in questo momento. Grazie Sant'Antonio.
Proseguiamo. Stavolta seguendo il 311 o sentiero di Val Formiga. Il segnavia indica 2 ore di tempo per la Malga Tassulla (2090). Ci vorranno tutte. Lo scenario è grandioso. Il sentierino sale nei pascoli tra i larici e le rocce, con il Castellazzo (2206) sullo sfondo. Poco prima della salita che porta al Passo di Val Formiga (2072) avvistiamo un gruppo di camosci. In realtà è una vera e propria comitiva di una trentina di esemplari, uno in fila all'altro sul sentiero. Mai vista una cosa del genere.
Avvistiamo un laghetto in cui si specchia il Pellerot (2292). Si apre il Pian della Nana, da rimanere senza fiato. La Malga Tassulla è davanti a noi. Al Bivacco Pinamonti mangiamo qualcosa. Ricomincia a piovere.
Ripartiamo. Si è alzata la nebbia. Proseguiamo lungo il 336. Sulla sinistra si trova il Baito Nana (2099), cento metri sopra il quale un Cristo precede il Passo della Nana (2195). Purtroppo il Palon (2320) è mascherato dalla nebbia.
Al bivio imbocchiamo il 306 o Sentiero delle Palete. L'acqua diventa neve a mano a mano che ci alziamo di quota. Sì, la prima neve! Un segnavia indica che l'ascesa al Passo dell'Uomo (2395) è difficile. Provare per credere. Si sale in un canalone tra le rocce e si attraversa il Ponte dei Sospiri che consente il superamento di un crepaccio. Adesso è solo neve. Fantastico.
Saliamo fino a 2450 m poi è tutta discesa. Veramente bella e piena di stelle alpine. Il cielo si apre e ci mostra la neve fresca. Gli scorci lasciano senza parole. Al bivio prendiamo il 310, o Sentiero della Val Madris, che ci riporta rapidamente a Malga Tuena.
Mangiamo qualcosa poi ripartiamo. Ecco il lago. Arrivati
Uno dei più bei giri che abbia mai fatto. Sarà per le valli selvagge, per tutti gli animali visti o per tutto quello messo in campo per portarlo a termine, sta di fatto che mi sento veramente appagato. Splendido. Più di 1800 m di dislivello per 24 Km di sviluppo complessivo.
venerdì 12 ottobre 2012
sabato 6 ottobre 2012
Passo Palade-Lago di Luco (Laugensee)-Monte Luco (Laugenspitze)-Bait del Batista-Malga Luco (Laugenalm)-Passo Palade
Sabato 6 ottobre 2012. Anche oggi Marco mi tiene compagnia. Ci muoviamo in direzione Passo Palade (1518). Verso le 8 parcheggiamo l'auto in prossimità della casa cantoniera poco prima del passo. Non piove, ma la giornata è grigia. Imbocchiamo subito il sentiero 133 (Bonacossa). Il tratto iniziale è molto ripido e si sviluppa in un bosco di abeti rossi. La salita non dà tregua fino al limite della vegetazione. Attorno ai 1950 m i pascoli si aprono. Sulla sinistra un piccolo baito ci incuriosisce. Ne approfittiamo per una breve pausa.
Le abbondanti pioggie hanno formato numerose pozze di acqua stagnante. Che colori. Siamo sotto il Lago di Luco (Laugensee). Ancora uno sforzo. Eccolo. Purtroppo la nebbia rovina parte dello spettacolo, ma non importa.
Abbandoniamo il sentiero principale e seguiamo una traccia che da nord del lago sale tra gli sfasciumi di roccia. Ci alziamo rapidamente di quota. Prima di raggiungere il sentiero 28 sentiamo dei campanacci. Su una sporgenza di roccia un caprone incuriosito dalla nostra presenza ci segue con lo sguardo. Scatto una foto. La nebbia ha il sopravvento. Manteniamo la cresta. Tra la nebbia avvistiamo la croce. Solo quella. Siamo sulla cima del Monte Luco (2434).
Viste le condizioni ripartiamo subito. Scendiamo lungo l'8A. Più caliamo di quota più aumenta la visibilità. Era ora. Avvistiamo Malga Pradont (1906) con i relativi pascoli. Proseguiamo fino al bivio con il 133. Il Bait del Batista (2100) si trova poco più avanti.
Raggiungiamo il bivio con il 10A. Non ci rimane che scendere a Malga Luco (Laugenalm). Finalmente metto qualcosa sotto i denti.
Ripartiamo. Il sentiero 10A scende ripido nel bosco fino a diventare strada forestale. Siamo al punto di partenza.
Peccato per le condizioni climatiche. Senza nebbia sarebbe stato un giro perfetto.
giovedì 4 ottobre 2012
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