FOTOTRAPPOLA: tutto ciò che non possiamo, non riusciamo, non vogliamo vedere.

giovedì 16 maggio 2013

Fatica ripagata


Ore e ore di fatica a volte ripagata da filmati come questo, in grado di regalare stimoli sempre nuovi per tener viva questa grande passione.

martedì 14 maggio 2013

Val d'Algone: Malga Nambi-Baito dei Cacciatori-Val di Sacco-Passo del Gotro-Passo Bregn de l'Ors-Doss del Sabion e ritorno via Malga Movlina


Martedì 14 maggio 2013. Risalgo la Val d'Algone fino a Malga Nambi (1374). Qui lascio il mezzo ed imbocco il 341b. Fa freddo. Il termometro segna 3 °C. Comincio a risalire la Val di Sacco. La traccia è ben segnalata ed in breve tempo sono al Baito dei Cacciatori (1800). Il manufatto poggia su una roccia e si trova in una posizione dominante. Sulla sinistra si alza il Palon dei Mughi (2321). Avvisto numerosi camosci.






Mi fermo sotto la Busa di Sacco. Troppa neve. Peccato. Volevo chiudere l'anello attorno al Palon dei Mughi scendendo dalla Val di Nardis. Non mi resta che tornare indietro fino al baito. Seguo ora il panoramico e bellissimo 341 che mi porta rapidamente ai pascoli di Passo del Gotro (1848). Spettacolo.






Gli scatti si susseguono. Il posto merita davvero. Numerose tracce del passaggio dell'orso sono evidenti fino al Passo Bregn de l'Ors (1861). Gli scorci panoramici sul Brenta sono favolosi.





Dopo le foto di rito salgo il ripido 357 che conduce al Doss del Sabion (2108). Qui mi fermo e torno indietro scendendo a Malga Movlina (1786). Nuvole minacciose si avvicinano, per cui decido di scendere rapidamente a Malga Nambi seguendo una traccia posta in prossimità del parcheggio posto subito sotto la malga. La discesa nel bosco è breve ma molto ripida. Arrivato.





Un giro che ricorderò. Estremamente vario, sa mettere insieme ambienti severi e luoghi di estrema bellezza. Non è particolarmente duro con i suoi 1100 m di dislivello e 12 km di sviluppo. 

mercoledì 1 maggio 2013

Giro delle malghe della Val di Ceda: ex Malga Ceda Bassa- ex Malga Ceda Alta-Malga Ceda di Villa Banale



Mercoledì 1 maggio 2013. Eccomi nuovamente a Molveno. Imbocco il sentiero che risale la Val di Ceda. La pioggia della notte ha reso scivolose le rocce. La forestale si sviluppa all'interno della faggeta. Al bivio per Malga Andalo (1357) seguo il 326. Rispetto a pochi giorni fa la visibilità è ottimale. Il cielo è grigio, ma sembra tenere. In breve tempo raggiungo i resti dell'ex Malga Ceda Bassa (1434). Cima Sparaveri (2163) svetta proprio sopra questo piccolo spiazzo verde.





Proseguo nel bosco di abeti. La traccia è ben segnata. Poco sopra si trova il bivio con il 332a. Lo ignoro. Risalgo un ghiaione. La neve fa la sua comparsa, ma fortunatamente è compatta e mi evita un bel po' di fatica. A pochi metri pascola un branco di camosci.



Continuo a salire fino a incontrare quelli che un tempo erano i pascoli dell'ex Malga Ceda Alta (1888). Mi fermo. Poco più sotto transitano in fila indiana i camosci visti poco prima.


Scendo fino al bivio con il 332a, che imbocco. Il primo tratto è pianeggiante e segue parallelo il 326. Dopo circa un chilometro il bosco lascia il posto ai pascoli della Malga Ceda di Villa Banale (1385). Il luogo è incantevole.





Scendo lungo la forestale che mi porta nuovamente al 326. Arrivato.


Un giro completo. Duro per le pendenze costantemente elevate, ma in grado di regalare un assaggio di Brenta selvaggio. Il dislivello complessivo è di circa 1200 m per poco più di 12 km.