Ho voglia d’autunno. La Val di Rabbi mi sembra il posto migliore. In località Ramoni al Coler parcheggio la macchina. Questa mattina fa freddo. Il termometro segna –3. Prendo la strada forestale 106 che sale a Malga Stablasolo (1539). I prati sono coperti dalla brina, è ancora presto per i raggi del sole. Pochi tornanti e sono alla malga. Stanno facendo lavori alla copertura.
Al bivio con indicazione Cascate del Saent seguo sempre il 106. Più che una salita è una ripida scalinata tra i larici ingialliti dalla stagione autunnale. Da lontano sento il rumore dell’acqua. Mi avvicino lentamente. La passerella in legno è completamente ricoperta dal ghiaccio. Sono davanti alle cascate del Saent. Qualche foto e riparto.
Continuo a salire. Arrivo al Doss dela Cros (1799) che si affaccia sul Prà di Saent. Poche centinaia di metri e raggiungo Malga Prà di Saent (1784). Qui parte un sentiero denominato “Scalinata dei larici monumentali”. Io proseguo sul 106. Il sentiero sale a zig zag. Finalmente esce il sole e con lui i colori dei larici si infiammano, creando infinite sfumature.
Incontro la neve. In lontananza vedo il Rifugio Dorigoni (2437). Non è semplice arrivarci. Hanno rimosso le passerelle per attraversare il torrente Rabbies. L’unico modo è prendere la rincorsa e saltare. Al rifugio mi fermo qualche minuto. Mangio e faccio delle foto.
Torno indietro. Invece di ripercorrere il 106 prendo il 128. Sono fortunato. Un camoscio è proprio lì, davanti a me. La discesa non è semplice. I sassi sono ghiacciati e la neve copre la traccia. In compenso il paesaggio lascia senza fiato. Al Baito Campisol (2126) scendo nuovamente al 106. Rocce e larici secolari. La ripida discesa propone questo menù. Sono nuovamente al Doss dela Cros. Non seguo lo stesso itinerario dell’andata, opto per il sentiero delle cascate. Voglio vedere le Cascate del Saent in tutta calma e alla luce del sole. Continuo a scendere. Sono al parcheggio.
Un giro lungo (18 Km), ma non difficile che ha soddisfatto la mia voglia di autunno. Mi sarei fermato a fotografare ogni pianta, ogni ago. L’effetto dell’autunno è magnetico. Provare per credere.
tutte le volte che vai da solo maledico questa tua cazzo di passione, poi però ti leggo e capisco da dove arriva... certo però che se trovassi qualcuno (non io) in grado di starti dietro io starei anche quel pelino più tranquilla... e non guasterebbe.
RispondiElimina